Anima e Parole

sabato, 28 giugno 2008

Presentazione libro di Federico Pirro

Il Presidio del Libro di Turi

è lieto di invitarvi alla Serata di Presentazione del Libro

“ Bari Brucia” di Federico Pirro


4 luglio 2008 Ore 19,00

Chiostro delle Clarisse ( Centro Culturale Polivalente, Piazza Gonnelli)




Interverranno:


Federico Pirro, giornalista, scrittore

Pietro Sisto,docente universitario

Alina Laruccia, Responsabile Presidio del libro di Turi


Pubblicato da: alaruccia alle ore 16:57 | link | commenti
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giovedì, 26 giugno 2008

Ancora il senso della vita...

Venerdì 27 Giugno 2008

a partire dalle ore 19,00

la Libreria Eleutera presenta

la Serata dei libri del cuore.

Riprendiamo dal senso della vita.


Pubblicato da: alaruccia alle ore 07:56 | link | commenti
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giovedì, 19 giugno 2008

Poesie immortali

Ripenso il tuo sorriso( E. Montale)

Ripenso il tuo sorriso,
ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti,
che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia schietto come la cima d'una giovinetta palma".

Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:13 | link | commenti
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mercoledì, 18 giugno 2008

Laboratorio con i ragazzi della Scuola media di Turi

UN EVENTO MEMORABILE
di Antonella Sacco 6 Giugno 2008

Caro diario, il mio evento più importante è stato entrare a far parte di un gruppo che fino a qualche anno prima era riservato ai ragazzi, GLI SCOUT.

Un evento che ha cambiato la mia vita è stato quando per la prima volta, per una recita scolastica all’asilo, Gianni venne a casa mia per provare la parte.
Dopo che l’avevamo ripetuta ci mettemmo a giocare. Fu proprio quel gioco che cambiò la mia vita, facendomi conoscere l’amico del cuore, quello che spero mi resterà amico per sempre.

Nei miei 11 anni di vita ci sono stati un’infinità di cambiamenti, tra cui considero più importante la nascita del mio caro fratellino. Mi ricordo che quando è nato piangevo così tanto da poter riempire almeno 10 bottiglie di acqua minerale. La cosa triste è che oggi che siamo grandi, anche per colpa della nostra differenza di età, litighiamo molto spesso, finendo solo per ricevere punizioni da parte dei genitori. Spero che questa situazione si sistemi al più presto, anche perché per litigando, ci sono momenti in cui ci coccoliamo e ognuno di noi sa nel proprio cuore che ci vogliamo bene.

Ripenso ad un avvenimento che ha segnato la mia vita.
Sin da piccola giocavo con un bellissimo gatto. Un giorno venni a sapere che era fuggito. Ero distrutta, non sapevo che fare. Mi chiedevo come avrei fatto a resistere senza di lui, ad uscire con una faccia così triste che i miei amici mi avrebbero scambiato per una suora. Un giorno decisi di uscire a fare quattro passi e lo ritrovai! In quel momento ero molto felice e così superai tutto.

Caro diario, in tutta la mia vita ho conosciuto un’amica vera, un’amica dolce che mi aiuta quando sono in difficoltà.

Un’emozione enorme per me è stata la prima volta che ho stretto tra le mie braccia mia cugina, un batuffolo di ovatta rosa, che dava calore al mio corpo.
E’ stato stupendo avere una bambina appena nata che si aggrappava al mio petto, come se fosse parte di me e della mia anima.

Da quando sono morti i miei nonni paterni la mia vita è cambiata, loro venivano ogni sabato a trovarmi, mi regalavo dei soldi. Io essendo piccolo dicevo che non li volevo, ma poi li accettavo. Da quando sono morti il sabato non mi sento più felice.

Nel 2001 mio padre ha portato a casa una borsa che si muoveva, dicendo” apri, è per te”.
Io ho aperto la borsa e ho visto una cosa pelosa, era un gattino colorato e morbido. Volevo subito dargli un nome ma non mi veniva, e anche senza nome era un simpatico amico.

Uno degli eventi più importanti della mia vita è stato uno degli ultimi giorni del secondo anno di asilo, quando dovevamo provare per la recita di fine anno. Mi avevano assegnato la parte con Marco, che non conoscevo. Io andai a casa di Marco e dopo le prove iniziammo a giocare alla battaglia navale e capii che lui era il mio amico del cuore.

Un cambiamento importante è stato quando ho conosciuto la mia migliore amica Rossella, perché all’inizio mi sentivo molto sola, poi conoscendo lei ho cominciato a conoscere nuove amiche.

Un evento memorabile è quello di aver conosciuto la prof Orofino. Le voglio tanto bene e se avrò qualche problema mi rivolgerò a lei.

Un evento importante per me è quando è nato mio fratello, anche se i miei genitori davano più importanza a lui.

Un evento che ha fatto cambiare la mia vita è stato il trasloco da Capurso a Turi. Per me quel paese era la mia casa, avevo i miei amici.
Dopo qualche mese dal trasferimento incominciai ad abituarmi, anche perché avevo conosciuto amici simpatici con cui giocare.

Caro diario, il momento più felice che ho trascorso nei miei 12 anni è quando ho incontrato Valentina che ora è diventata la mia amica del cuore.

Un evento che ha rivoluzionato la mia vita è stato quando ho traslocato qui a Turi. L’impatto, le nuove amicizie,un nuovo paese. All’inizio ero triste perché non mi accettavano poi però c’era mio nipote Francesco che mi ha presentato i suoi amici. Mi sono affezionato a loro e non voglio più andarmene.

Un evento importante della mia vita è sicuramente stato quando dalla pancia della mia mamma è nato mio fratello! Ha quasi sei anni ed è il mio amico più fidato. Sono contento di lui, infatti no gli cambierei un capello. Gli ho scelto il nome, ma non riesce a pronunciarlo bene- Con lui gioco sempre e non mi annoio mai.

Uno degli eventi più importanti della mia vita è stato quello di aver conosciuto nel primo anno di scuola materna Marilda. Lei è la mia migliore amica, con lei ho trascorso bellissimi momenti.
L’episodio più importante trascorso con lei è stato quando su di un palloncino abbiamo scritto i nostri nomi e delle dediche e infine l’abbiamo lanciato in cielo come segno della nostra incredibile amicizia.

Un cambiamento è avvenuto quando ho iniziato a frequentare la prima elementare, infatti da allora non ho avuto più molto tempo libero. Ero sempre più malinconica, mi sentivo sola perché non avevo più il tempo per stare con la mia amica ed il mio carattere divenne sempre più chiuso.
La fine della scuola elementare ha segnato anche un altro cambiamento nella mia vita: il trasferimento in una villa. Ora sono davvero contenta, mi sento più libera!

I miei genitori avevano deciso di traslocare, senza dire niente a me e mia sorella. L’avevo scoperto per caso un giorno. Mia madre stava svuotando la cristalliera e mi confermò che lasciavamo la casa. Io andai in camera mia piangendo, perché ero affezionata a quella casa, e poi c’erano i miei nonni e mia zia che si prendevano cura di me, quando mia madre non c’era.

Caro diario, l’evento più importante nella mia vita è stato quando ho traslocato dalla mia prima casa, perché non volevo lasciare l’ambiente dove avevo trascorso i miei anni più belli e dove ero cresciuta, anche perché sul muro della mia cameretta misuravo la mia altezza, ogni anno che passava.

Il 20 aprile 2008 è successo un evento indimenticabile e triste. E’ venuta a mancare alle 5,00 del mattino un’amica di mia madre a cui ero legato, per un tumore al cervello.
Quando l’ho saputo mi sono messo a piangere per il dolore che provavo, anche mia madre e mio padre erano distrutti.
Quel giorno doveva fare la prima comunione sua figlia Rossella che non l’ha fatta più. Quel giorno non lo dimenticherò mai.

Caro diario, purtroppo mi è venuta l’allergia e mio padre ha deciso di portare via i miei due pappagallini Pucci Pucci. Lui dice che i pappagalli sono pericolosi per l’allergia. E’ assolutamente una bugia! Quando venne a sapere che non dovevo più trascorrere le mie giornate con i miei stupendi pappagallini, corsi in camera, sbattei violentemente la porta e mi buttai sul letto. Iniziai a piangere e a tirare pugni sul letto: era come se il mio cuore si fosse spezzato in due e una parte di esso se ne fosse andato. Era terribile. Come avrei trascorso le mie giornate senza i miei piccoli Pucci ? ero triste e mi sentivo sola al mondo, come se fossi restata in una stanza buia. Decisi che nessuno al mondo mi avrebbe portato via i miei pappagallini. Così convinsi i miei genitori e loro mi accontentarono: non mi avrebbero separato più da Pucci. Diventai ad un tratto allegra. Era come quando gli alberi dell’inverno si rivestono di gemme e passano alla primavera.

19 Gennaio 1999: in ospedale un cupo silenzio abbracciò la stanza e ad un certo punto un gemito ruppe il silenzio che avvolgeva la stanza dell’ospedale.
Era nato. Nonni, cugini si avvicinarono lasciandomi solo, tutte le attenzioni puntate su quel marmocchio. Mi sentivo abbandonato, nessuno mi degnava di uno sguardo. Da quel giorno diventai autonomo perché capii che gli altri sono inutili. Prima ti fanno un sacco di regali e poi quando nasce tuo fratello ti lasciano solo.

Un momento che ha segnato la mia vita? Mi viene subito da pensare al trasferimento. Quando ho cambiato paese da Torre del Greco a Turi. Mi è stato difficile in un primo momento abituarmi a questo tranquillissimo paese, farmi degli amici e non pensare più a miei familiari, ma ci sono riuscito. Questo mi ha reso più responsabile, mi ha fatto crescere e mi ha fatto capire che non bisogna dimenticare i familiari ma ricordarli perché prima o poi si va a trovarli.

Il passato è parte del futuro, soprattutto nel mio caso. Sono passati 2 anni e io ho il passato davanti a me, mio fratello. La sua nascita è stata molto sentita da me, perché l’emozione di una nuova vita è molto lieta, sempre. Non tutto però era ed felice: gli strilli, i capricci… quando i suoi occhi mi fissano sono davvero il centro del mio universo, l’acqua del mio pozzo, la mia vita. Questo cambiamento per me significa amore perché donarlo è sempre meglio di riceverlo!

L’evento che ha lasciato nel mio cuore un solco è stato quello della mia amica Margherita, durante il primo anno di scuola media.
Quel giorno,10 maggio, per me era stato fantastico al 100%, non avevo mai provato quell’emozione così forte: ero innamorato cotto di quella magnifica ragazza coi capelli marroni scuri a baschetto, ma l’adoro ancor di più quando li porta a coda di cavallo.
Non glielo volevo dire perché sono anche un po’ timido e per questo un mio amico-nemico mi ha soffiato la ragazza. Dopo questa esperienza ho capito che non è questo il periodo.

Ecco oggi 5 giugno 2006, ore 9,00. Tutti in ansia dagli spalti della scuola elementare: i bambini esultano per le squadre che entrano in campo. Le quattro porte formate da 2 paletti di legno. In fila le 2 squadre fanno la loro entrata trionfale.
Io partecipo alla partita della casacca rossa e dopo vari preparativi ora siamo qui, ansiosi. L’arbitro lancia la palla in aria. Tomas,un colosso della squadra avversaria prende la palla al volo, riesce a scansare la nostra squadra, passa ai suoi compagni, riottene la palla e la fa entrare in una delle porte. La squadra gialla è in vantaggio ed io con la furia agli occhi invento un salto in alto, da me chiamato volo d’angelo, passo al mio compagno che a sua volta mi ripassa e dopo un minuto dallo svantaggio faccio goal!
Dopo con molto entusiasmo festeggiamo per il pareggio e così pieni di forza facciamo altri 5 goals! Campioni di Turi! Abbiamo vinto!!!

Caro diario voglio raccontarti un evento che per me è stato memorabile. Da quando sono nata avevo un piccolo cane di razza volpino di nome Diana.
Da quasi tre anni non vedeva, non sentiva più, ma riusciva a riconoscere il suo padrone e me solamente dall’odore. Circa qualche mese fa è stata male e mio padre l’ha curata come se fosse stata sua figlia: le ha dato omogeneizzati e le ha fatto alcune flebo. Purtroppo di fronte a casa mia c’erano dei lavori per questo lei è scappata e da quel momento non è più tornata a casa. Speriamo non sia morta.

Caro diario, voglio raccontarti un evento molto importante. Come la matita lascia un segno marcato sul foglio, questo lo ha lasciato nella mia vita. L’anno scorso il 29 maggio ho traslocato nella casa nuova. E’ stato molto importante perché oltre ad avere una casa nuova ho conosciuto nuovi amici, due tra questi sono Maria e Carlo. Questo cambiamento è stato per me molto importante perché sono cambiata e maturata.

Da quando io e mia sorella viviamo a casa di mio padre con la sua nuova compagna abbiamo avuto delle situazioni strambe: avere la playstation 2 dopo averla sognata ogni notte, ma soprattutto dei genitori comprensivi, capaci di… sono bravi, ecco il punto. La cosa inaspettata di casa è stata questa : un giorno mia madre e mio padre mi portarono con loro all’ospedale per fare a Laura( la mia nuova mamma) delle analisi. Quando mio padre tornò in macchina con le analisi fece un mini sorrisino. Dopo una settimana sapemmo che Laura era incinta. Adesso è al 4° o al 5° mese di gravidanza. Durante la visita al ginecologo si vede la “ camera” con un piccolo segno bianco con intorno uno sfondo tutto nero. Potrei continuare a scrivere mille cose su mia madre ma sono troppo eccitata.






Pubblicato da: alaruccia alle ore 17:52 | link | commenti
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MARIO RIGONI STERN ci ha lasciato.


“Io mi guardo intorno e mi limito a fare delle osservazioni, cercando dunque di trarre delle conseguenze da ciò che vedo. Non intendo essere messaggero di nessuno, né profeta; non ho messaggi da lanciare, assolutamente. Dico solo che la nostra maniera di vivere è sbagliata, che il mondo che stiamo vivendo è fatto per consumare e che il consumo consuma anche la natura. Consumando la natura, noi consumiamo l’uomo: consumiamo l’umanità. Vede, una volta la gente – mi riferisco alla gente di montagna, perché io sono un montanaro e vivo in montagna – era diversa; io certe realtà cittadine non le posso conoscere, ma dico questo: cinquant’anni fa si sentiva la gente cantare. Cantavano loro, non avevano le macchine per farli cantare o per ascoltare. Adesso la gente non canta più. La gente comune – il falegname, il contadino, l’operaio, quello che va in bicicletta, il panettiere – ha smesso di cantare. Adesso cantano le immagini, cantano gli apparecchi radio, la televisione, i dischi, ma la gente non canta...
E poi oggi ci sono coloro che non sanno più distinguere un abete da un pino. Sono gli “ecologisti da salotto” che chiamano tutti gli alberi pini. Poi ci sono gli “esasperati”, quelli che non si rendono conto che l’uomo vive sulla terra da molte migliaia di anni. Prima eravamo pochi e ora siamo in tanti, certo; ma nella terra c’è tanto posto, senza che si vada a cercare nulla altrove. La maniera di vivere della nostra epoca mi sorprende. Mi domando se serva a qualcosa fare una coltivazione intensiva e produrre molto fino a buttare poi via....”(Mario Rigoni Stern )

Pubblicato da: alaruccia alle ore 16:37 | link | commenti
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giovedì, 12 giugno 2008





E così comincia il nostro viaggio. Non porteremo bagaglio pesante, i libri sono piuma sul cuore.
Raggiungeremo la Locanda Almayer, attraverseremo i mari con il comandante Achab, assaggeremo gli arancini di Vigata, rideremo al Bar del mare raccontandoci storie di antico sapore. E ancora, per un viaggio infinito. I libri saranno la nostra bussola, non avremo paura del cammino, se lo percorreremo insieme. “




E’con grande piacere che desidero comunicare che Il Presidio del Libro di Turi si

presenta ufficialmente martedì 17 Giugno 2008, alle ore 17,30

presso il Chiostro del Centro Culturale Polivalente

Alina Laruccia 









Pubblicato da: alaruccia alle ore 16:15 | link | commenti (2)
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martedì, 10 giugno 2008

Cantiere aperto... i ragazzi della scuola media di Turi continuano a raccontare...

Martedì 27 Maggio 2008

“QUANDO NEL MIO PAESE CRESCEVANO GLI ARANCI”
di Elizabeth Laird


La storia di Elizabeth Laird mi ha colpito perché mi è successa una cosa molto simile. Questa storia parla di una ragazza che è vissuta in una guerra di 20 anni fa. Ha perso la mamma durante un bombardamento e il padre stava all’estero per cercare lavoro. Lei sta da sola con la nonna e i suoi 3 fratelli. Il sentimento che ho provato quando ho ascoltato questa storia è stato terribile: sofferenza, paura, tristezza.

Come nel libro un momento buio della mia vita è accaduto quando la mia bisnonna è morta. Certo lo so che può sembrare strano parlare della morte di una bisnonna e non di una nonna che ha un grado di parentela più stretto, ma è stato difficile affrontare questo sapendo che a Luglio dell’anno scorso poteva compire 100 anni e invece è morta.
E’ stata dura, proprio come una guerra e come ogni bambino che si sente disperso senza i propri genitori o familiari e non riesce più a comprendere il senso della vita.

Nel libro “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci” è stata riprodotta la stessa situazione che c’era in Libano non molto tempo fa. Questa guerra mi ricorda molto l’esperienza vissuta e raccontata da mia nonna che sfuggì ad un attacco nazista ed oggi è in grado di raccontare con molta fierezza ed un pizzico di tristezza in quanto è molto felice di essere sopravvissuta ma triste perché in questa guerra ha perso la parte fondamentale della sua famiglia.
Ciò che io penso sulla guerra è che non si dovrebbe farla, perché il suo risultato è disastroso per tutti.
Lo è per i bambini che muoiono da piccoli e ciò che hanno visto della vita è solo violenza, persone morte, persone disperate, sangue e purtroppo molto altro ancora.
La guerra è brutta anche per chi la causa. Io spero che ci sia una speranza di non fare più guerra perché procura solo disastri e non risolve nulla e questo potrà succedere solo se l’uomo ragionerà con la sua testa e non si farà prendere dalla rabbia.

Mentre leggevo il libro “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci” ho capito che nei momenti di sconforto, dispiacere, abbiamo bisogno di essere compresi, aiutati da persone che ci aiutano a capire la situazione di “ caos mentale” che si forma nella nostra mente. Ogni volta che delle persone muoiono c’è bisogno di conforto per colmare il vuoto che si forma e che si crea nel cuore delle persone.

Mi ha molto affascinata non la situazione di povertà, di guerra, ma la figura della nonna, che per salvare sua figlia e i suoi nipoti scappa. Anche non avendo letto la fine del libro posso immaginare il viso della bambina triste e spaventata per aver visto la morte. Anche se non aveva più la sua amata mamma, aveva la sua nonna, che secondo me l’avrebbe protetta ovunque.

Il libro che abbiamo letto si intitola “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci “e narra la storia dell’autrice che 30 anni fa ha vissuto l’esperienza della guerra civile in Libano. In questa guerra cadevano granate, bombe. Il libro racconta di un bambino di 6 mesi, fratello dell’autrice, che dormiva in una valigia.

All’inizio non ho capito il libro, poi quando la professoressa lo ha riletto, in me ha suscitato tante emozioni e penso che in ogni guerra muoiono tante persone.

La lettura non mi è piaciuta perché dei bambini muoiono per la guerra, ed è una cosa crudele. Spero tanto che non ci saranno più guerre e persone innocenti che vengono uccise.

Questa lettura mi ha fatto capire che molti bambini sono morti a causa delle guerre. La lettura mi è piaciuta perché ha suscitato in me tante emozioni. E spero tanto che non ci saranno più guerre.

Dopo aver letto una parte del libro “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci” mi è venuto subito in mente un brutto momento quando la mia famiglia mi ha aiutato molto.
Ricordo che avevo 4 anni, frequentavo il secondo anno d’asilo e a casa con noi viveva mia nonna Maria che era la mia nonna materna. Dico era perché un giorno, alle quattro di pomeriggio, quando tornai a casa dall’asilo mia nonna non c’era più. Chiesi a mio padre dov’era e lui mi rispose che non si era sentita bene e l’avevano portata all’ospedale. Io ero molto triste quei giorni perché mi mancava tutto di lei. Dopo alcuni giorni morì e la mia mamma mi disse che la nonna era andata in cielo e che non l’avrei più vista fisicamente ma sarebbe stata con me sempre e mi avrebbe accompagnata durante tutta la mia vita. In quel periodo la mia famiglia mi aiutò a capire che se avessi continuato a pensarla, lei sarebbe stata sempre con me e non mi avrebbe più lasciato.

Questo libro mi è piaciuto perché parlava della guerra. Secondo me non si dovrebbe mai fare la guerra perché muoiono bambini, uomini,donne. Vorrei che ci fosse sempre la pace così nessuno soffrirebbe o morirebbe. Se ci fosse una guerra vorrei che finisse subito e soprattutto che non morisse nessuno.

Ascoltando la lettura del primo capitolo del libro “ quando nel mio paese crescevano gli aranci” ho pensato subito a un fatto molto triste accaduto domenica 25 maggio.
Mi sono alzata, era una bellissima giornata, ho sentito squillare il telefono e mi sono affrettata a rispondere. Era mio zio che chiamava da casa di nonna. Ho passato il telefono a mio padre e mio zio gli ha detto che la nonna era morta. Vedendo la faccia di mio padre ho subito capito cosa era successo. Il mio cuore si è riempito di dolore. Non ho pianto però, perché pensavo ai ricordi più belli, ai momenti con lei, ma mi mancava lo stesso.
Appena ho guardato la sua foto il mio cuore ha ceduto per il dolore ed ho pianto. Vedevo il volto di mia madre pieno di tristezza, io l’abbracciavo convincendola ad andare avanti e di farsi coraggio.
La persona che mi ha fatto capire ed andare avanti è stata la mia nonna che mi ha dato il coraggio di proseguire la mia vita. La mia storia è una storia triste come quella del libro però quella del libro ha un lieto fine, invece la mia storia ha un inizio ma non ha una fine.

Il primo capitolo del libro “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci” mi ha molto affascinato, non perché parla di guerra, povertà, ma perché in una situazione simile, la narratrice riesce a trovare un motivo e una ragione per essere in qualche modo serena, forse perché è ancora viva . Inoltre non perde la speranza sostenendo che un giorno quella terribile situazione finirà per sempre e che nonostante la sua mamma sia morta, la sentirà sempre accanto a sé, proprio come è accaduto a me quando è andata via una persona a me molto cara che resterà sempre nel mio cuore.
Una parte di me e della mia vita che sarà impossibile cancellare.

Un piccolo pezzetto di questo libro è bastato per farmi aprire gli occhi su un argomento molto importante, che molto spesso è completamente dimenticato dalla gente: la guerra.
Un periodo di terrore, tragedie, disperazioni. A volte basta pensarci e una lacrima scende piano sul viso. Nel corso della storia quante guerre si sono combattute. Penso che è così bello vivere in armonia con gli altri, in pace. La pace, una parola che solo poche persone hanno nel proprio vocabolario e solo poche persone lottano e sperano per un futuro migliore, non con le armi ma con le proprie idee.

Dopo aver letto il primo capitolo del libro “ quando nel mio paese crescevano gli aranci” vorrei cambiare la fine del capitolo, quando dice: e non vidi più mia madre.
E trasformarlo in : e andammo verso nord e trovammo una grotta e ci rifugiammo lì.
Le emozioni che ho provato sono che in un momento di guerra può esserci l’amore per tutti.

Spero che la fine del libro sia così “ che si salvano e il padre dei bambini resta con loro”.

Dopo aver ascoltato il primo capitolo di un libro a dir poco bellissimo, ma anche molto triste, dobbiamo scrivere cosa pensiamo di questo racconto. Leggendo solo il primo capitolo, ho capito cosa vuol significare. E’ la storia di una famiglia che per colpa di una guerra rischia di perdere la vita. Questo racconto trasmette l’amore della famiglia, di tutti quelli che rischiano la vita per salvare i propri parenti.

Il primo capitolo del libro “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci” mi fa capire quanto prima era difficile la vita durante la guerra. Non si poteva uscire a giocare con gli altri, non si poteva andare in giro a fare la spesa, non si poteva andare a curarsi.

Nella mia vita ci sono stati momenti belli ma soprattutto momenti tristi. Non voglio dire che la mia vita è deprimente, ma che ci sono stati, in passato, momenti tragici che mi hanno cambiato la vita.
E’ successo ben 4 anni fa, l’8 agosto. Quel giorno la mia cara nonna materna morì, ed io ebbi un crollo totale.
Quasi non volevo più parlare, volevo star sola, senza nessuno. Solo a pensare di non rivederla più, mi sentivo male!
Poi mia sorella mi disse che dovevo andare avanti, che la vita continuava lo stesso e che non mi dovevo abbattere, c’erano ancora tante persone che mi volevano bene! Dopo aver ascoltato queste parole, ripresi a vivere la mia vita, come sempre, andavo al mare, uscivo con le amiche.
Io e mia sorella scrivemmo una poesia, una poesia sul suo carattere, sulla sua bontà, umiltà e fiducia che aveva verso gli altri!
Ora la vado a trovare quasi ogni settimana, per raccontarle storie, per regalarle dei fiori e per farle compagnia! Lei resterà sempre nel mio cuore, la mia cara nonna!

Io penso che il libro letto è una definizione reale di guerra.
Infatti la paura, la sofferenza ed altre emozioni sono negative, tranne la speranza: la paura di morire, la sofferenza dei feriti, la speranza che la guerra finisca. Questo libro oltre alle emozioni ha suscitato in me dei ricordi, ad esempio dei documentari in cui muoiono i bambini della Shoa e la strage dei fanciulli.

Leggendo questo primo capitolo del libro intitolato “ Quando nel mio paese crescevano gli aranci” ho capito quanto era ed è difficile la vita del mondo, tra guerre, sfruttamento di bambini e ragazzi, e bullismo. Mi rendo conto che non si può vivere così, perché tutti vogliono una vita serena. In questo libro infatti viene raccontata la storia di una ragazza che vive nella guerra, nella povertà e nella miseria, perché ci sono guerre continue.
Non ho ancora letto questo libro, ma leggendo questo primo capitolo credo che sia molto bello e interessante.

Dopo aver ascoltato la lettura sono ancora un po’ triste, i momenti più brutti nella vita degli altri mi hanno fatto ricordare i miei. A me questo capitolo del libro è piaciuto perché racconta non solo i momenti tristi della vita di una ragazza che non ha una vita spensierata, ma anche i momenti belli che possono essere una mano che sbuca dal buio, una finestrella o una porta che permette di uscire dal buio, dalla guerra.

“ Quest’anno a calcetto ho giocato in diversi ruoli: regista, ala e punta.
All’inizio il mister mi ha posizionato come regista ed io, partita dopo partita invece di migliorare avevo delle difficoltà e non soddisfacevo né il mister né i miei compagni.
In questa occasione la mia finestra di luce è stata il mister che mi ha fatto uscire e io gli ho spiegato che nella posizione di regista avevo difficoltà.
Così lui mi ha fatto rientrare e mi ha posizionato come ala, e in questo ruolo ho giocato un anno stupendo con goal e assist ! “.






Pubblicato da: alaruccia alle ore 16:04 | link | commenti
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domenica, 01 giugno 2008

" RACCONTINASCENSORE ""... a GIOIA DEL COLLE

Venerdì 6 giugno 2008

presso l'Atrio del Comune di Gioia del Colle(BA)

alle ore 18,00

la Libreria Eleutera di Turi e i suo bambini

ripresenta "Raccontinascensore" di Paola Santini e MariaPia Latorre

Vi aspettiamo ( Alina Laruccia)


Pubblicato da: alaruccia alle ore 09:57 | link | commenti
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Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura

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Nome: Alina Laruccia
Sono una sognatrice. Ho ideato e creato questo blog per il grande amore verso la scrittura e la lettura. Tutti sono invitati ad esprimere pareri su quello che leggeranno, e se vorranno scrivermi sarà un grande onore. Questo viaggio attraverso la vita mi piacerebbe condividerlo con voi.

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