Anima e Parole

giovedì, 29 maggio 2008

Laboratorio di lettura e scrittura creativa: Seconda Puntata

Lunedì 26 maggio2008

INPUT: Chi ha paura della matematica di Daniela Simonini
OUTPUT:

“ Cara professoressa, ho riletto tutto il mio quaderno” speciale” e mi sono accorta come sono cresciuta nell’anno scolastico.
Mi ricordo quando ci ha dato il compito da scrivere il nostro nome speciale su un cartoncino colorato ed ecco, che cosa combinai… un pasticcio di penna nera e cartoncino bianco, perché io nel mio nome, per giunta “ speciale”, non ci misi tutto il mio cuore ma lo feci semplicissimo, senza un minimo di magia. E mi ricordo il rimprovero, sì il rimprovero che era dolce-amaro il sapore era di…lampone e limone con un pizzico di sale.
E lì imparai la lezione, almeno credo, perché da quel giorno da quanto mi ricordo sono stata sempre puntuale nei compiti assegnati, nei lavori ecc.
Il mio cuore è spezzato in due: la prima parte è felice perché andiamo in vacanza e ci divertiamo, la seconda parte è triste perché so che in un certo senso siamo stati separati. Però io, i miei compagni, e la nostra professoressa sappiamo come mantenerci in contatto. Noi abbiamo una cosa che ci accomuna: la lettura, la magia che ci fa esprimere…Inoltre noi siamo tutti uguali ma diversi, noi abbiamo caratteristiche e pensieri diversi ma possiamo essere uguali fuori dalla scuola. Perché cara professoressa i ragazzi sono imprevedibili.
Alla prossima. CIAO!

Caro diario, voglio dedicare una poesia alla scuola:
La scuola
La scuola è bella
Come una caramella
Ti fa risvegliare
Da un sonno mortale
Con la fantasia ti fa volare
Su una nave ti fa viaggiare
Per arrivare nell’isola dei sogni
E nel regno della fantasia.

Caro diario, tra i momenti più belli trascorsi in questo anno scolastico, ricordo il primo giorno di scuola, dove abbiamo conosciuto le nostre professoresse e i nostri compagni di scuola, la prima visita guidata all’acquedotto pugliese.

Sicuramente mi mancheranno i momenti trascorsi con i primi compagni durante la ricreazione delle giornate scolastiche, ma spero di incontrarli nelle giornate estive e trascorrere altri momenti divertenti.

Caro Marco vorrei raccontarti la bellissima esperienza. Il tempo passava e la voglia di conoscere era immensa e così ci siamo immersi nello studio ed abbiamo imparato innumerevoli argomenti, alcuni molto interessanti, altri molto più noiosi, ma non scoraggiamoci, li abbiamo imparati dando molta soddisfazione alle nostre professoresse.

Carissimo diario, questo primo anno di scuola media ormai tramonta alle nostre spalle lasciando dei ricordi sia negativi, sia positivi per me e per i miei amici.
Le cose che ricorderò di più sono le discussioni mai raggiunte ad un accordo con Davide ma noi due siamo grandi amici.

Ricordo quella volta quando siamo andati ad Altamura il 19 maggio del 2008 e abbiamo trascorso un giorno con altre persone. Secondo me è stata la gita più divertente di tutte le altre fatte nei cinque anni di scuola elementare.

Caro diario, vorrei raccontarti alcuni momenti più importanti che ho vissuto .
Il primo giorno di scuola, i giorni di gita, infine l’ultimo giorno di scuola, che so già come andrà a finire: divertimento, felicità e nostalgia, molta nostalgia. Ora voglio dedicare questa filastrocca alla scuola:
La scuola per me è come un colore
non cambia mai, se non con l’odore
ti rimane impressa e non si scorda
se non si scappa con la corda,
decide il futuro di tutti noi
senza concludere con un bel poi…


Io volevo giocare con quella cosa capricciosa. Così, strappai dalle mani di Angelo quell’oggetto che tanto mi interessava e lo lanciai contro il soffitto e si attaccò. La professoressa questa volta se ne accorse e io ero proprio in un pasticcio. In quel momento mi sentii imbarazzato ma, allo stesso tempo, divertito per lo scherzo riuscito.

Carissimo diario,
questo primo anno di scuola media ormai tramonta alle nostre spalle, lasciando dei ricordi sia negativi sia positivi per me e per i miei amici. La cosa che ricorderò di più sono le discussioni mai giunte ad un accordo con Davide: noi, però, siamo grandi amici!

Durante questo anno scolastico mi sono trovata un po’ in difficoltà però grazie alla mia amica Francesca, ho superato tutto. All’idea di andare in una nuova scuola, stare con nuovi compagni, stare in un nuovo ambiente, ero eccitata, entusiasta, ma quando ho saputo che andavo nella IE e non c’era la mia migliore amica non volevo più andare a scuola. La mia amica Francesca però mi ha detto cha anche se andavamo in due classi diverse eravamo sempre amiche e in questo modo potevo fare nuove amicizie. Grazie al suo consiglio ho superato tutto e adesso siamo rimaste amiche.


Caro Marco,
vorrei raccontarti una bellissima esperienza: il mio primo anno di scuola secondaria di primo grado!
Il tempo passava e la voglia di conoscere era immensa e così ci siamo immersi nello studio ed abbiamo imparato innumerevoli argomenti, alcuni molto interessanti, altri molto più noiosi. Non ci siamo mai scoraggiati…. li abbiamo imparati dando molta soddisfazione alle nostre professoresse!

Sicuramente mi mancheranno i momenti trascorsi con i miei compagni durante la ricreazione delle giornate scolastiche. Spero di incontrarli nelle giornate estive e trascorrere con loro momenti super divertenti.

Ho vissuto un’avventura fantastica con dei momenti belli e, solo alcuni, brutti. Adesso è quasi finito l’anno e mi sembra quasi impossibile. E’ passato in fretta e sento già la mancanza di tutto e di tutti.

Caro diario,
ti vorrei dedicare questo mio pensiero sulla scuola, un pensiero che è nascosto nel profondo del mio cuore. Il mio primo giorno di scuola ero tutto allegro, molto agitato, avevo le idee confuse su quello che mi aspettava, ma di una cosa ero certo, ero pronto ad affrontare questa straordinaria avventura.
Le professoresse ci hanno rassicurato ed io ho, subito, assunto il pieno controllo del mio corpo.
Questo è un ricordo che terrò sempre stretto nel mio cuore.

Cara Mariagrazia,
mi mancheranno tutti quei momenti vissuti in questo primo anno di scuola secondaria, perché siamo alla fine dell’anno e quindi adesso abbiamo un nuovo periodo da affrontare, le vacanze estive. Spero di divertirmi!
Caro diario,
prima di iniziare pensavo che sarebbe stata un’impresa impossibile, la immaginavo troppo difficile.
Ora, invece, so che in fondo non è stato così difficile quest’anno, soprattutto perché si sono alternati momenti divertenti e momenti impegnativi. Di momenti allegri spero che ce ne saranno anche l’anno prossimo.

Cara Federica,
quest’anno è stato un anno diverso da quelli già trascorsi, perché mi sono trasformato da bambina in ragazza. Ho fatto amicizia con i compagni ed ho conosciuto le nuove insegnanti che mi sono subito diventate “amiche”. I giorni trascorsi sono stati belli e non li scorderò mai. Oggi? Oggi è tutto cambiato: è cambiato il rapporto con gli amici, siamo tutti uniti, le insegnanti ci conoscono in tutti i nostri difetti e pregi. E’ stato un anno indimenticabile. Peccato che fra qualche giorno sarà finito!

Caro diario,
vorrei raccontarti di questo primo anno scolastico nella scuola secondaria. Il momento più bello è stato quando ho preso il mio giudizio più alto, cioè “distinto”. Un episodio divertente è stato quando un nostro compagno disse una cosa sciocca e la professoressa di artistica, come una delle iene, disse battendo le mani : “ma bravo-bravo-bravo.

Caro diario,
ti vorrei dedicare una bella pagina per raccontarti questo mio anno scolastico ormai giunto quasi alla fine. Inizio con una bella poesia:

La scuola è una grande cosa,
molto rigorosa,
piena di amici
e di professoresse che insegnano con interesse.
Insegnano così per far imparare
a scrivere e a pensare.
E quindi questa è la mia scuola
Con tanti piccoli KIDS
Un po’ cresciuti e più profondi.

Caro diario
Ti devo confessare che quest’anno scolastico è stato molto animato, ma soprattutto indimenticabile per via di avvenimenti che tutti noi, compresi i professori, abbiamo affrontato in alcuni casi ridendo in altri con difficoltà. Comunque siamo riusciti ad arrivare alla conclusione ed ora …. Siamo pronti per imbarcarci in una nuova avventura. La scuola è un luogo magico, che accoglie chiunque!

Caro diario,
in questo anno sono successe molte cose. La giornata che preferisco ricordare è il 19 maggio 2008, giorno della gita di istruzione ad Altamura. Bello è stato visitare il “pulo” con la vista di una grotta profonda. Divertente il laboratorio nel quale abbiamo prodotto un “ciotolo”, una “Venere” ed un “mattonella di terracotta”. Istruttiva la visita al museo con i vasi, le ossa, gli orecchini, gli anelli e la selce. Quest’anno scolastico mi sono divertito moltissimo con i miei amici vecchi e nuovi.

Cara Annarita,
grazie!
In quest’anno scolastico ho passato momenti stupendi e divertenti e ho trovato una nuova amica: TE!

Cara Nastasja,
sono in una nuova classe e ho incontrato nuovi insegnanti buffe e serie.
Con i miei nuovi compagni ho trascorso dei bellissimi momenti: le esperienze più emozionanti le ho vissute proprio con loro!
Che peccato che la scuola stia per finire ma l’anno prossimo sono sicura che ne vivremo di più strepitosi!

Cara Laura,
grazie alle nostre lettere, ti sento molto vicina.
L’anno scolastico per mia fortuna è finito, stracciato, dimenticato. Ti fornisco anche dei dati: 12 GIORNI e 8 ORE CIRCA.
In quest’anno ho conosciuto persone importanti ed ho imparato molte cose: il piacere di leggere e di sviluppare la fantasia nei testi. Purtroppo mi siedo con un compagno un po’ strano e fastidioso. E’ simpatico ma fastidioso! Poi c’è ……una ragazza simpatica, milanista ULTRAS ed intelligentona di prima categoria. Oggi abbiamo fatto un fastidioso compito di grammatica! Che nervi!
Ho raccolto le tue lettere in un raccoglitore personale: spero che tu faccia lo stesso con le mie.
Tu sei UNICA, mi consoli e mi fai sfogare. SCRIVIMI !!










Pubblicato da: alaruccia alle ore 15:17 | link | commenti
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martedì, 27 maggio 2008

 
 
 
Venerdì 30 Maggio 2008, dalle ore 19.00,
Serata dei Libri del Cuore
 
presso la Libreria Eleutera(Turi, via G. Elefante 11, Tel. 080/8911134)
 
Tema: Il senso della vita.
 
Si può intervenire, oltre che con brani tratti da libri, con canzoni, foto.
 
Vi aspettiamo.             Alina Laruccia

Pubblicato da: alaruccia alle ore 07:53 | link | commenti
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venerdì, 23 maggio 2008

Lo scrigno dei sogni dei ragazzi di Turi(BA)

Tutto comincia Mercoledì 21 Maggio 2008: luogo, Libreria Eleutera.
Autori: I ragazzi di Prima Media della Scuola “ R. Resta” di Turi(BA).

Insegnanti : Mavi, Sabina, Teresa.


Progetto Lettura e scrittura creativa


Lettura a più voci del 1° capitolo del libro “ Lo scrigno dei sogni” di Rigoberta Menchù, e poi scrittura libera sui temi estrapolati.


I ragazzi sono stati straordinari, e vi invitiamo a scoprirlo, leggendo le loro riflessioni.


Ecco arrivare dal cielo…

Sono con mio nonno in un campo di fiori dai colori più belli e sgargianti, dalla cui bellezza si resta ipnotizzati. Rosso fuoco del papavero, verde smeraldo dell’erba e il giallo limone della margherita.
Sono nel cuore di questo meraviglioso campo. Parliamo e nel bel mezzo del limpido cielo vola un uccello.

Un verso armonioso, irreale, magico che si avvicina sempre più al letto del nonno, snello, morente. Entra dalla finestra e lo accarezza facendolo sognare, volare fra i pensieri e i sentimenti chiusi nel suo aperto cuore, Il nonno è un angelo, vive fra gli angeli, è giovane.

Il suo coraggio non l’ha abbandonato e guarda gli occhi verdi (come mele appena colte in una giornata d’estate) del suo nipotino. Insieme vedono le ali morbide come cuscini di un uccello, che svolazza leggero nella giornata d’estate. Il volo è leggero, come quello di una piuma nell’aria, spinta dal vento.

Il nonno cammina nella fantasia, si alza di scatto e si sgranchisce le braccia e le gambe, si affaccia alla finestra, da cui si irradia una luce stanca, impolverata.

Giantornado gioca con il nonno in un campo pieno di falchi che cascano. Improvvisamente dal cielo vedono arrivare uno strano uccello bianco con petto un cerchio arancione, una specie di sole. Lo chiamano “Ababuca”. L’ababuca si alza in volo e sotto l’ala ha i colori della pace.

La mattina era candida con il sole che riscaldava, un sole che avrebbe trasformato una giornata nera in una splendida, che non si vedono facilmente. Le nuvole giocavano a rincorrersi come una maestosa chioma di zucchero filato. L’umore del nonno cambiò e, lentamente, si lasciò cadere al suolo. In lontananza c’era un magnifico animale, che mi sembrava di avere già visto in uno dei miei meravigliosi sogni, rinchiuso nella fabbrica dove conservo quelli più splendidi e magici.

Si ode un verso squillante, melodioso, armonioso, simile al suono di una tromba durante l’Aida: Un uccello: le ali maestose come una quercia secolare che ha vissuto molte avventure e conosciuto grandi Imperatori. Mio nonno è un dio, il più forte, il più saggio, il più potente.

Il nonno non muore. Era molto malato ma è riuscito a superare questa difficoltà con molto coraggio, senza perdere la speranza. Sapeva che non avrebbe mollato tutto e tutti noi, la sua bellissima famiglia. Quando è tornato a sorridere, a parlare e a raccontare le sue emozionanti avventure, io mi sono addormentata e ho sognato un fantastico uccello QUEREZY, era di un colore verde-azzurro che splendeva alla luce del sole, ogni volta che spiccava il volo con le sue ali bianche di pace e serenità.

Il nonno decise di fare una passeggiata con il suo nipotino lungo il mare. Mentre passeggiavano, videro un grande uccello che svolazzava libero nel cielo, era bellissimo, era color fiamma con alcune piume dorate e una lucente criniera di colore arancio. Nel cielo tramontava il sole in un immenso mare, coccolato dalle onde. Il grande uccello si posò sul braccio del nonno, cinguettando una graziosa melodia, suo nipote stupito dal grazioso uccello, lo accarezzò felice pensando sarebbe rimasto solo nel suo scrigno.

Il nonno oggi è molto allegro come un sole che splende nel cielo all’alba, chiaro ma, allo stesso tempo, brillante, luminoso e scintillante.
Il nonno ed io siamo in un bellissimo prato, pieno di fiori colorati, sgargianti, che mettono allegria. Insieme si stendono sul prato e guardano il cielo: un’immensa distesa di azzurro, in cui volano tanti uccelli. Tra tutti uno colpisce il ragazzo: un glu-glu, un uccello molto bello ed elegante, dalla coda color oro, piume variopinte dal petto rosso acceso come un sole al tramonto. Jeims si meraviglia dell’uccello, vorrebbe dirlo al nonno, ma questi si era addormentato, dopo una lunga giornata di lavoro.

… Vedemmo all’improvviso nell’immenso cielo azzurro un uccello dalle ali d’oro. L’uccello d’oro si avvicinò a mio nonno e gli chiese il suo desiderio; lui rispose che voleva soltanto la felicità dei suoi parenti. Poi si avvicinò a me e fece la stessa domanda. Io risposi: non ho alcun desiderio perché sono felice con la mia famiglia qualsiasi cosa mi possa accadere, loro sono la mia felicità.
L’uccello d’oro sentendo queste parole se ne andò.

All’improvviso, sdraiata sul mio letto, caddi in un sonno profondo e sognai la famosissima sirena dai capelli biondi che alla luce brillano come il sole nel cuore del cielo fra candide nuvole, dolci come lo zucchero filato. Mi svegliai nel pieno della notte, mi alzai dal letto e percorsi la lunga strada per l’oceano. Arrivai e mi rannicchiai sulla sabbia, guardando la grossa luna nel cielo.
Dopo un po’ alzai lo sguardo e vidi la sirena dei miei sogni ferma su di uno scoglio in mezzo al mare. Vidi la sua ombra scura ma riuscii a riconoscere i suoi splendidi capelli. Lei mi guardò con il suo sguardo luminoso, la sua pelle liscia come la seta e gli occhi profondi come l’oceano blu dove mi trovo. Sorrise ed io provai in un attimo sollievo, paura e tenerezza. D’un tratto mi chiamò la mia nonna, la sirena mi fece l’occhiolino e con un salto meraviglioso che sembrava un uccello sgargiante, se ne tornò nel suo mondo incantato, dove i raggi del sole arrivano fino ai fondali.
So che alla stessa ora, la sera dopo, potrò rivederla.

Il nonno si stese su un prato di spighe e incominciò a sognare perennemente. Sognò un uccello che nell’aria apriva le sue grandi ali, guizzando di qua e di là, lasciandosi portare dal vento in posti nuovi e sconosciuti.

Il ragazzo vide sotto una quercia uno spaventoso lupo mannaro. Aveva denti aguzzi e appuntiti e degli occhi gialli e spalancati che lo fissavano. Impallidì dalla paura ma non chiamò nessuno in aiuto, rimase lì, fermo, anche se temeva ogni sguardo del lupo. I battiti del suo cuore accelerarono: si sentiva uno scoiattolo impaurito. Il tempo scorreva lento e pensava che ormai quella fosse la sua fine. Solo il papà, il più coraggioso di tutti avrebbe potuto affrontare lo sguardo minaccioso del lupo.

Dopo una lunga giornata di lavoro sotto il caldo sole rosso, il nonno si stese lentamente con le braccia incrociate dietro il capo. Mentre aveva gli occhi chiusi sentì uno strano fruscio che si avvicinava. Guardò a destra e a sinistra mentre cercava di far rallentare i battiti del suo cuore che aveva perso tranquillità. Il rumore si faceva sempre più vivace e vivo. Vide il grande animale leggendario: l’ariete –tartaruga che compiva magie buone o disastrose in base ai comportamenti degli abitanti del villaggio, abbagliando gli occhi. Subito tutto si fermò, il sole ritirò i suoi raggi mentre le nuvole si rincorrevano e il vento faceva capolino fra il manto dorato del grano appena coltivato. Il nonno si avvicinò all’animale e quello lo morse. Capì che il glorioso animale dal manto smeraldo gli aveva reso l’immortalità.

Ed ecco, il nonno si accascia al suolo dopo una lunga giornata. Il suo falco ritorna sul suo braccio dopo la battuta di caccia, senza preda. Ibraim, 11 anni, si sveglia udendo il lungo grido del nonno che lo invita ad alzarsi. Il vecchio falco spicca il volo, libero nel cielo, sognando ad occhi aperti serpenti, ratti e carcasse di animali. Improvvisamente un suono mai sentito in quelle zone, degli uomini si avvicinano con un grande oggetto fra le mani. Ancora quel suono...Ibraim si nascose.

Il nonno si stese su di un prato coperto di fiori. Sognò la sua nipotina che rincorreva l’uccello più raro di quel paese indiano: aveva piume di vari colori. Il petto era rosso, come quando il sole tramonta. L’uccello voleva dare un messaggio alla bambina, lei non lo capì, rise e lo rincorse ancora più velocemente. Ad un tratto tutto fu chiaro: doveva diventare una maestra per tramandare le tradizioni del suo popolo. Corse dal nonno, lo svegliò e...

Il nonno decise di fare un a passeggiata con il nipotino. Alzando il capo in su videro un grande uccello che volava libero nel cielo. Il sole era caldo e ammirare l’uccello era meraviglioso. All’improvviso planò e si mise davanti a loro: aveva colori molto vivaci, era un bellissimo falco. Giunse la sera e non avrebbero mai voluto lasciarlo. Diventarono amici. Non avevano mai provato un’emozione così bella.

La pianta della vita del nonno ritirò in sé la linfa. Il lungo sonno era giunto, la primavera era vicina, bastava guardare il suo corpo immobile e sereno per capire che quel luogo era vicino, bastava guardare con occhi diversi, occhi di gioia e non di dolore. La bimba trovò in un momento di tristezza un istante di felicità con il suo sogno
Era in una foresta e, con un battito d’ali poco accennato, ecco arriva un bellissimo uccello, il regale principe del cielo, il Flavera. Guardandolo lei era incantata, voleva condividere l’apparizione del principe del cielo. Vide la nonna. Cercò di chiamarla ma non ci riuscì. Prese una fragola e il Flavera si posò sul suo braccio per guardare il frutto prelibato. In quel momento vide qualcosa di magico: il suo piumaggio era rosso, pareva uno specchio in cui prevaleva il sole più bello ma era buono, non bruciava gli occhi, li ammaliava. Poi l’uccello volò via sfiorando le foglie degli alberi e rompendo l’aria piena di nebbia.
Si sveglia e il buio della capanna l’avvolge timidamente.


Al prossimo appuntamento ( Alina Laruccia)


Pubblicato da: alaruccia alle ore 15:47 | link | commenti
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mercoledì, 21 maggio 2008

Convention Presidi del Libro 2008

Domenica 25 Maggio alle ore 10,00 appuntamento con tutti i  titolari  dei Presidi di Puglia presso la Masseria Il Melograno , per l'annuale incontro di verifica, scambio e conoscenza di vecchi e nuovi presidi.

La giornata sarà caratterizzata dalle testimonianze dei nuovi presidi, dalle comunicazioni della Associazione sulle attività generali e da un dibattito e una riflessione collettiva sul tema della IDENTITA' proposto dalla socia Vanna Cotturri.


Pubblicato da: alaruccia alle ore 17:57 | link | commenti
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venerdì, 16 maggio 2008

Riscriviamo...

Da mercoledì 21 Maggio 2008,

dalle  ore 15 alle 17,30

laboratori di lettura e scrittura creativa

a cura di Alina Laruccia

Libreria- Agenzia Letteraria Eleutera

classi I media   S. " R. Resta"    di Turi


Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:06 | link | commenti
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mercoledì, 14 maggio 2008

" Nel Paese dei Bambini"...

Il Circolo Didattico " P De Donato Giannini "

Scuola Primaria di Turi(BA)

Gli alunni di Quinta Classe

Sono lieti di invitarCi nel " PAESE DEI BAMBINI"

Giovedì 15 Maggio 2008

Cortile della Scuola Elementare, ore 17.15


Pubblicato da: alaruccia alle ore 16:17 | link | commenti
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mercoledì, 07 maggio 2008

Riflessioni sul tradimento...



"Il tradimento di sé è forse l'esito più preoccupante. E uno dei modi in cui esso può insorgere è appunto in conseguenza dell'essere stati traditi. Nella situazione di fiducia, nell'abbraccio dell'amore, o davanti a un amico, o con un genitore, un collega, un analista, noi apriamo uno spiraglio, mettiamo allo scoperto qualcosa che avevamo sempre custodito dentro di noi: 'Questo non l'ho mai detto a nessuno in vita mia'. Una confessione, una poesia, una lettera d'amore, un progetto fantastico, un segreto, un sogno o una paura infantili, che contengono i nostri valori più profondi. Nel momento del tradimento, queste perle germinali, così delicate e sensibili, diventano sassolini, granelli di sabbia. La lettera d'amore diventa sentimentale, e la poesia, la paura, il sogno, l'ambizione si riducono tutti a cose ridicole, da sbeffeggiare , da spiegare con linguaggio da caserma . Il processo alchemico è rovesciato: l'oro riconvertito in feci, le nostre perle gettate ai porci. Solo che i porci non sono gli altri, ai quali tenere nascosti i nostri valori più intimi, bensì le rozze spiegazioni materialistiche che ci diamo, le ottuse semplificazioni che riducono tutto a pulsione sessuale e fame di latte, che ingurgitano tutto quanto indiscriminatamente; i porci sono la suina ottusità con cui ripetiamo che le cose più belle erano in realtà le più brutte, la melma in cui gettiamo i nostri valori preziosi. E' una strana sensazione quella di ritrovarsi a tradire se stessi, a volgersi contro le proprie esperienze attribuendo loro i valori negativi dell'Ombra e agendo contro le proprie intenzioni e il proprio sistema di valori. Quando si rompe un'amicizia, una collaborazione, un matrimonio, una storia d'amore o l'analisi, di colpo viene in luce il lato più brutto e più sporco e ci ritroviamo a comportarci nello stesso modo cieco e sordido che attribuiamo all'altro, e a giustificare le nostre azioni con un sistema di valori che non ci appartiene. E allora sì siamo davvero traditi, consegnati a un nemico interno. E i porci ci si rivoltano contro e ci sbranano." James Hillman , Il tradimento in Puer aeternus, traduzione di Adriana Bottini


Pubblicato da: alaruccia alle ore 19:23 | link | commenti (2)
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Parole e canzoni...

Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda
se c’è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c’è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà

sono nato e ho lavorato in ogni paese
e ho difeso con fatica la mia dignità
sono nato e sono morto in ogni paese
e ho camminato in ogni strada del mondo
che vedi

Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda
se c’è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c’è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà. (Ivano Fossati)


Pubblicato da: alaruccia alle ore 10:08 | link | commenti (1)
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venerdì, 02 maggio 2008

ODE ALLA VITA ( P. Neruda)

Ode alla vita

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita'.

(da Poesie d’amore e di vita, 2001
Pablo Neruda )



Pubblicato da: alaruccia alle ore 16:42 | link | commenti (1)
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Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura

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Nome: Alina Laruccia
Sono una sognatrice. Ho ideato e creato questo blog per il grande amore verso la scrittura e la lettura. Tutti sono invitati ad esprimere pareri su quello che leggeranno, e se vorranno scrivermi sarà un grande onore. Questo viaggio attraverso la vita mi piacerebbe condividerlo con voi.

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