Anima e Parole

venerdì, 28 dicembre 2007

Un anno da festeggiare...(Alina Laruccia)

LA LIBRERIA ELEUTERA DI TURI(BA)
VIA G. ELEFANTE 11


E’ LIETA DI INVITARVI AL SUO PRIMO COMPLEANNO.


FESTEGGEREMO INSIEME IL 2 GENNAIO 2008, DALLE ORE 19,00.


SPECIAL GUEST :
REGLY BRASS QUINTET


e  OTTIMO 2( DUO SAX E TROMBA)


CHE ALLIETERANNO LA SERATA CON MUSICA LIVE


Pubblicato da: alaruccia alle ore 14:28 | link | commenti
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giovedì, 27 dicembre 2007

Ancora Buone Feste !

Buongiorno, Amici !

 Passato Buon Natale? Mangiato bene? I regali erano quelli che vi aspettavate?

Personalmente non ho chiesto nulla a Babbo Natale, sono felice così.

Stasera in Libreria probabilmente ci sarà la serata dei libri del cuore, ma chi vuole venire a fare solo un saluto e basta sarà ugualmente benvenuto.

Ci stiamo preparando a festeggiare il primo anniversario della Libreria, il 2 Gennaio. Un incontro tra amici. Vi aspetterò, per dirvi GRAZIE!

Buone Feste, e a presto. Alina Laruccia


Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:01 | link | commenti
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mercoledì, 19 dicembre 2007

BUON NATALE ! Alina Laruccia

Vorrei augurarVi Buon Natale con un brano tratto da " Oceano Mare" di Alessandro Baricco.Perchè tutti possano ricevere quel che desiderano. 

 Gli scritti di Baricco hanno fatto e faranno sempre parte della mia vita. Perchè le parole possono salvare il mondo.

 Dedicato a tutti quelli a cui voglio bene.... E un poco anche agli altri.

"Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così, io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatto tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare ."




Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:29 | link | commenti (1)
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lunedì, 17 dicembre 2007

A proposito di stile...e con gli omaggi della Libreria...

LIBRO CONSIGLIATO: MILORD, Avventure dell'anglomania italiana
Autore: Edgardo Bartoli

Euro 18,00

Quando Nicolò Carandini, plenipotenziario della nuova Italia nata dal crollo del fascismo, arrivò a Londra circondato dai suoi collaboratori, il funzionario di modesto rango incaricato di riceverlo con la massima freddezza possibile, fu colto da un attimo di sgomento. Elegantissimo, alto, bello (dicevano che assomigliava a Gary Cooper), un grand seigneur che irradiava fascino e classe anche a distanza, il conte Carandini non rientrava affatto nei modelli mediterranei in cui gli anglosassoni avevano ristretto gli italiani, in categorie abbastanza offensive, di qualsiasi provenienza e ceto fossero. Sembrava – e in fondo lo era – un lord, più vero di quelli che frequentavano la camera dei pari: qualcosa che per un inglese non poteva esistere in natura. Così al funzionario non rimase altro che pronunciare una sola parola, rimasta celebre: «Impossible».
Se Carandini era chiamato scherzosamente alla Farnesina “Lord Carandini”, l’autore di questo libro, un notissimo giornalista, era chiamato “Sir Edgardo” nei giornali in cui ha lavorato come corrispondente e come inviato da Londra – il “Corriere della Sera” e “La Repubblica”. Chi meglio di lui avrebbe potuto scrivere questo libro che tratta principalmente, ma non solo, di una malattia contagiosa, ma con effetti quasi sempre benefici, quando non si aggravava, diffusa nelle classi dirigenziali europee: l’anglofilia.
Per due o tre secoli gli spiriti indipendenti e nobili della vecchia Europa, che soffrivano le angherie di un potere arbitrario e a volte assoluto, ritrovavano le speranze di un futuro migliore guardando all’Inghilterra, alla lotta dei suoi cittadini in difesa delle libertà personali, a uno stato che aveva raggiunto quello che era il sogno di tutti gli studiosi di politica. Un quasi perfetto equilibrio tra poteri, in modo che nessuno prevaricasse.
O almeno così sembrava.
Come questa passione per l’Inghilterra, nata come passione per la libertà e per un popolo che aveva sempre combattuto il potere arbitrario, sia andata con il tempo modificandosi in anglomania e scendendo dai nobili propositi iniziali si sia trasformata in un’ossessione un po’ ridicola per tutto quello che portava un marchio inglese, in particolare scarpe, vestiti, cravatte, camicie, oggetti feticcio che venivano indossati ed esibiti in occasioni e in luoghi lontanissimi da quelli originali, causando tutta una serie di fraintendimenti, è raccontata qui per esteso, in maniera impareggiabile. Uno degli aspetti più esilaranti della vicenda – non un affare da poco, ma una vera e propria infatuazione di massa – è stata l’ineffabile interpretazione italica del mondo anglosassone, che ha dato all’anglofilia e all’anglomania un tocco tutto particolare e nostrano, che non ha avuto paragoni in Europa. Ma l’ironia di Bartoli, che è stato in molti casi spietato, ogni tanto lascia il posto a una qualche indulgenza. Perché i protagonisti di questo libro siamo tutti noi.

Pubblicato da: alaruccia alle ore 14:47 | link | commenti
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LADRI DI LIBRI ?!...

 
"La differenza fra un bibliomane e un bibliofilo è che il bibliomane è un vero "maniaco" dei libri: non si fa scrupolo di rubare edizioni rare, per poi magari conservarsele in cantina e guardarle da solo per un'ora al giorno, come certi collezionisti fanno con i loro Manet. Invece il bibliofilo pensa che godere del possesso di un libro in solitudine è triste come guardare un film comico da soli. E, soprattutto, che a rubare un libro non ci sia gusto: è la differenza che passa tra uno stupro e la soddisfazione di riuscire all'ottenere i favori della dama a prezzo di qualche sacrificio. Noi bibliofili amiamo il piacere della conquista." Che tristezza per Milord…

Pubblicato da: alaruccia alle ore 09:05 | link | commenti
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domenica, 16 dicembre 2007

La neve a Turi(BA)

E' scesa la neve

E' scesa la neve,divina creatura,
a visitare la valle.
E' scesa la neve,sposa della stella,
guardiamola cadere:
Dolce! Giunge senza rumore,come gli esseri soavi
che temono di far male.
Così scende la luna,cos' scendono i sogni....
guardiamola scendere.
Pura! Guarda la valle tua,come sta ricamandola
di gelsomino soffice.
Ha così dolci dita,così lievi e sottili,
che sfiorano senza toccare.


(G. Mistral, Opere poetiche)


Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:30 | link | commenti
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venerdì, 14 dicembre 2007

Antonio Gramsci, convegno a Turi sabato 15 Dicembre 2007

sabato 15 dicembre2007 ore 9-13
Sala Convegni dell’Istituto Polivalente, Turi

PROGRAMMA


IV sessione LA FORMAZIONE DELLA FILOSOFIA DELLA PRAXIS
Relazione introduttiva Gianni Francioni
Fabio Frosini Il neoidealismo italiano e l'elaborazione della filosofia
della praxis
Marcello Montanari Croce politico nella formazione del giovane
Gramsci e nei Quaderni
Francesca Izzo Il Marx di Gramsci
Michele Ciliberto La machiavellistica italiana e il Moderno Principe
Gian Mario Anselmi Le fonti letterarie dell'interpretazione
della storia d'Italia
Mario Scotti Il Canto di Farinata e le discussioni
su poesia/struttura nella Commedia
Giancarlo Schirru La questione della lingua e l'elaborazione
della filosofia della praxis
Giuseppe Cospito Il marxismo sovietico e Engels:
il problema della scienza nel Quaderno 11
Chiara Meta Il pragmatismo americano e il problema dell'educazione
Marina Paladini Musitelli La letteratura «bassa» e la formazione
del concetto di nazional-popolare
Luigi Matt Aspetti linguistici delle Lettere precarcerarie


Settantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci
(1891-1937)


Antonio Gramsci è morto a Roma settanta anni fa, il 27 aprile del 1937.
Fu condannato a venti anni di galera dal Tribunale Speciale nel 1938, e visse gli ultimi dieci anni di vita nelle carceri fasciste. Non c'è migliore testimonianza del suo assassinio di quella che diede al processo il Pubblico Ministero, il quale pronunciò queste parole: «Dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare».
Gramsci fu un dirigente politico comunista e un instancabile ricercatore teorico. E fu anche persona di straordinaria umanità. La sua riflessione intellettuale e la sua personalità costruirono il binomio che lo portò a riflettere sulle tematiche della ricerca del consenso, del superamento della separazione governanti governati, dell'elevazione culturale del popolo: questa impostazione gli fece mettere l'iniziativa politica al centro della sua militanza e della sua ricerca.
Attaccò il determinismo positivista, prevalente in quegli anni nel massimalismo socialista, attaccò l'arrendevolezza dei riformisti, comprese prima d'altri le connotazioni del fascismo, ricercò nel materialismo storico la sua riflessione sulla società.
La sua attualità sta anche in questo, nella capacità cioè di costituire nella pratica soggettiva il perno della politica e il fuoco di una visione della trasformazione, ricercandone le radici in tutte le manifestazioni dell’essere sociale, intendendo la storia come storia degli uomini e delle donne in carne ed ossa.





Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:26 | link | commenti
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martedì, 11 dicembre 2007

Storie per Natale...

Bambini,

Babbo Natale esiste
ed esiste la Befana.

Esistono i tre porcellini
e la fata Morgana

Metti un dente sotto il bicchiere,
il giorno dopo c'è un soldino.

Peter Pan combatte ancora
contro Capitan Uncino.

Ci sono boschi pieni di
folletti e di orsi pasticcioni.

Esistono i giganti,
i draghi, Artù e Merlino.

E se segui quelle briciole
puoi incontrare Pollicino.
Ma anche l'Orco sai esiste,
te lo giuro su me stesso.

Ti dirà:

"C'era una volta",

Stai attento..., c'è anche adesso.

                                                          ( Giorgio Panariello )



Pubblicato da: alaruccia alle ore 15:33 | link | commenti
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giovedì, 06 dicembre 2007

In questa notte d'autunno(Nazim Hikmet)

In questa notte d’autunno

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.


Pubblicato da: alaruccia alle ore 11:26 | link | commenti
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Arriva il Natale...

Il dolce di Natale

Il dolce di Natale più buono che ci sia
si prepara in famiglia, in pace e così sia!
Si prende una misura ben colma di pazienza;
di gentilezza un pugno, molta condiscendenza;
si aggiungono all'insieme comprensione e buon cuore,
si unisce un grosso pizzico di dolcissimo amore;
astuzia e tenerezza non possono mancare,
danno un tocco squisito, molto particolare.
E infine l'allegria in grande quantità:
si cuoce lentamente, una vera bontà.



Pubblicato da: alaruccia alle ore 10:05 | link | commenti
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Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura

vuoi scrivermi?

alinalaruccia[at]libero.it

Chi sono

Blogger: AlinaLaruccia
Nome: Alina Laruccia
Sono una sognatrice. Ho ideato e creato questo blog per il grande amore verso la scrittura e la lettura. Tutti sono invitati ad esprimere pareri su quello che leggeranno, e se vorranno scrivermi sarà un grande onore. Questo viaggio attraverso la vita mi piacerebbe condividerlo con voi.

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