Quello appena trascorso è stato un periodo difficile. Dallo scorso agosto ad oggi molte cose sono accadute. Alcune da dimenticare, altre vale la pena di ricordarle: il mio blog, e le persone, anime libere, che sono venute a trovarmi e a raccontarsi. E gli amici, quelli che non si dimenticano e non ti dimenticano, quelli che non ti sogneresti mai di chiamare " marginali", a seconda di quanto vuoi sfruttarli.. E le grandi notizie che sono arrivate negli ultimi giorni e che mi ripagano di mesi di sacrificio e lavoro. Questo blog ora si prende una picola pausa. Qualche settimana per ritrovare me stessa, guardarmi allo specchio e ripetere a voce alta le parole di un caro amico " è quando sono debole che sono più forte". Bene, ora sono più forte. Permettetemi un saluto speciale a Giovanni e Anna Nurcato. Giovanni ha vinto la XIV edizione del Premio Racconti di Primavera con il racconto " I giudizi di Monkey". Grazie a lui e ad Anna per essermi stati vicini, senza se e senza ma. Dedico a tutti il brano di Teresa De Sio " Primo viene l'amore". Buona estate a tutti e a presto. Alina Laruccia.
Primo viene l'amore ( Teresa De Sio )
Noi che non abbiamo mai fatto del male
e non abbiamo mai mentito,
abbiamo praticato ad oltranza l'onestà,
fino a che tanta virtù ci ha quasi cancellato.
Noi che fummo fatti
di terra e di legno,
di intelligenza e amore,
avremo una finestra a sostegno degli occhi
e un rimorso gentile, a corredo del cuore...
Ma io non mi pento no,
delle cose che ho amato
e non ritratterò le cose in cui ho creduto,
io non lo tradirò il mio fortissimo amore,
lo porterò sul viso e nelle mie parole.
Abbiamo attraversato insieme tempi bui
portando un unico peso
e conoscendo il mondo da un millennio e un minuto,
arriveremo alla meta con il bagaglio di un bacio.
E il padreterno guarda dal suo deltaplano
questa battaglia campale,
dal mare infinito delle sue domeniche,
guarda, guarda quaggiù e non muove un dito...
Ma io non mi pento no
delle cose che ho amato
e non ritratterò le cose in cui ho creduto,
io non lo tradirò il mio fortissimo amore,
lo porterò sul viso e nelle mie parole.
Alberto Garbero è un giovane autore torinese. Qualche giorno fa mi ha inviato a volo ( come dice lui )un suo racconto che ha partecipato al Concorso Fragori di Solstizio ( http://www.fenarete.com . Il racconto si chiama " I tulipani ". Personalmente trovo il lavoro poetico, amaro quel tanto che basta perchè la vita non è sole e cuore. Alberto Garbero è un autore infinito, le parole che scrive seguono un percorso che fa della sua scrittura un luogo dell'anima cdhe vale la pena di frequentare. Mi piace qui riportare l'inizio del racconto, il resto vi invito a leggerlo sul sito su citato ( Alina Laruccia ).
I tulipani
Il sole di certe mattine ha addosso la stanchezza buona della vita che scorre, le ore rubate al sonno ed i gesti consueti delle prime colazioni in bar sconosciuti. Il sole di inizio Marzo illumina i miei sorrisi, i gesti semplici che arrivano dalle ore indietro, della notte, dove tutto sembra importante e facile insieme, pulito, rubato ai sorrisi e mandato a memoria. Gioco a fermare emozioni minuscole, sospese tra lunghi aggettivi e ultime sigarette, e ricordo a me stesso quanto tempo è trascorso perchè le tracce di umido venissero asciugate, lentamente, mentre io immobile ho cercato di nuovo le parole, sperando di non lasciarle scivolare, insieme al rancore.
In certi attimi immobili mi fermo a pensare alla fortuna, guardando la tua schiena di nascosto, il profili triangolare delle tue spalle che sfuma in queste ore stanche ma perfette di inizio primavera. Oltre le finestre socchiuse il brusio del sabato sera che inizia a vivere, il cielo che sembra voler esplodere dentro i rossi della nuova primavera, identica nella forma ma sempre lentamente diversa dentro ai dettagli. Mi avvicino lentamente, spio il tuo riposo pensando a come arrivano, dopo molto tempo, dopo i piani e le promesse, certe ore adulte, gentili nei modi e piene di pensieri, immerse in parole troppo brevi, e troppo usate per descrivere quello che nel passato si è perso, si è usato, si è sciolto negli angoli bui della memoria ( Alberto Garbero).
" Come le maree andiamo, veniamo, lasciando la memoria delle nostre orme
sulla dura superficie delle nostre vite.
Chi resta, guarda quelle tracce in silenzioso rispetto
e cerca di evocare da loro, con cura e tenerezza,
le fragili, amate figure, dalla nebbia del tempo. "
Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura
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alinalaruccia[at]libero.it