Qualche giorno fa Mark, un carissimo amico inglese, mi ha raccontato una storia. A dire il vero la conoscevo già, ma è stata la sua versione a divertirmi. E in fondo la vita va vissuta con ironia, non bisogna prendere niente troppo sul serio, o ci si rimette.
Lastoria, dunque. " C'è una rana sulla riva di un fiume. Le fanno male le zampette, forse l'età, gli acciacchi. Così sta ferma a riposarsi e a prendere il sole. Ad un certo punto arriva uno scorpione.I due si conoscono già, frequentazioni comuni, come accade quando si vive in piccoli centri. Lo scorpione la saluta cordialmente: Mi faresti una cortesia, amica rana? mi aiuteresti ad attraversare il fiume? portami sulle tue spalle, non ti farò del male. La rana: per il momento sono qui a godermi il sole, poi lascerò questa zona, non posso accontentarti. Lo scorpione: già, l'ho sentito dire che te ne vai. Ma non facevi parte del Grande Coro? Ne parlano tutti bene, ambiente esclusivo... La rana: E' vero, ma in un coro, un coro serio dico, le voci cantano in armonia la stessa musica. Non è che si alza una voce e zittisce le altre. O cambia canzone. E tu, che mi racconti? Lo scorpione: Lo sai, facevo l'Amministratore del Condominio Bosco Alto. ora però è un momento difficile, gli inquilini se ne vanno, e il mio lavoro è poco apprezzato. sto pensando seriamente di lasciare. Farò il filosofo, mi piace giocare con le parole.Allora, mi porti dall'altra parte' Fidati, ci conosciamo da tanto... La rana fa salire lo scorpione sulle spalle. Mentre attraversano il fiume, lo scorpione la punge. La rana sa che è la fine: Perchè l'hai fatto? Ti credevo mio amico, ora moriremo entrambi. Lo scorpione: Non te la prendere, non è un fatto personale. Non posso farci niente, è nella mia natura.
Questo è tutto, gente. alla prossima storia.
In tutto il mondo crescono le adesioni al PROGETTO di GREENPEACE " Scrittori per le foreste". Amici di Lega Ambiente mi hanno inviato l'appello degli autori italiani per il progetto. Ne pubblichiamo una parte e sosteniamo l'iniziativa.
" Io , insieme ad altri autori, mi preoccupo per la distruzione delle foreste primarie. Credo che l'industria editoriale, con l'uso che fa della carta, contribuisca alla deforestazione. Credo che ciò possa essere evitato se l'editoria si impegnerà ad usare carta non proveniente da foreste primarie".
Certo non è un mondo quello di quest'anno affacciato su orizzonti alla Caspar Friederick, con uomini saldi e di spalle, volti a guardare l'infinito orizzonte. E nemmeno più si sogna con il sigaro e il basco del Che, l'attesa del porvenir è il sogno infantile e pure simpatico di Harry Potter che nasce anche lui a mezzanotte, si consuma in feticci e gadget (...) " continuate a leggere su ozarzand.clarence.com"
Due strade divergevano nel giallo bosco,
mi dispiacque non poterle prendere entrambe,
ero un solo viaggiatore.
A lungo stetti a guardarne una
fin dove giungeva lo sguardo
là dove piegava nel sottobosco,
poi seguii l'altra.
Tenni la prima ancora per un giorno,
sapendo come ogni strada
conduca ad un'altra strada:
dubito che mai tornerò indietro.
Forse lo dirò con un sospiro
chissà dove tra anni e anni, chissà quando:
du strade divergevano nel bosco ed io
io scelsi la meno frequentata.
E' proprio in questo la differenza. ( R.Frost )
Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura
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