" Perchè le parole dell'anno passato
sono linguaggio dell'anno passato
e le parole dell'anno venturo
aspettano un'altra voce " ( Eliot )
Nell'ora acerba quando lungo il viottolo
invano cerca il pettirosso coccole e bacche
ecco: sui vetri fiori scintillanti
traccia l'argentea penna dell'inverno...
Dell'altra legna, su! Gelido è il vento,
ma fischi pure quanto vuole!
Festeggeremo Natale in Allegria!
A scrivere poesie non si impara, non è un mestiere, è una condizione dell’anima.
Scrivere versi è anche essere capaci di sentire il dolore del mondo.
Nadia Anjuman, 25 anni, dopo la caduta dei Talebani in Afganistan aveva coronato un sogno, veder pubblicate finalmente le sue poesie,che parlano dell’amore. E’ stata uccisa dal marito perché poetessa.
Ho conosciuto le poesie di Nadia grazie a Francesco Randazzo, che ne parla in modo più approfondito nel suo blog OZARZAND
Spero che pubblicando questa poesia almeno le parole di Nadia continueranno a vivere
.
Voi esiliati della montagna dell’oblio!
Perle, nomi addormentati nella palude del silenzio,
ricordi soppressi, ricordi di un tenue azzurro
nella memoria della melmosa onda del mare dell’amnesia
Dov’è la limpida corrente dei vostri pensieri?
La mano di quale mercenario depredò la dorata veste del vostro volto?
In questo tifone partoriente d’oppressione
Dov’è la timoniera luna, l’argentea barca della serenità?
Dopo questo purgatorio che partorisce morte
Se il mare si calma
Se la nuvola svuota il cuore dai rancori
Se la figlia della luna si innamora, donerà sorrisi
Se il cuore della montagna si intenerisce
Nascerà erba
Feconderà
Uno dei vostri nomi, in cima alle montagne diventerà sole?
L’alba dei vostri ricordi
Ricordi di un tenue azzurro
Per i pesci sfiniti dall’inondazione
Impauriti dalla pioggia ed oppressione
Diventerà la scoperta delle speranze?
Voi, esiliati della montagna dell’oblio!
Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura
vuoi scrivermi?
alinalaruccia[at]libero.it